Corinaldo tragedia alla Lanterna Azzurra

Corinaldo. Tragedia alla Lanterna Azzurra.

L’autrice Marina Paterna dichiara: “Dove stanno le parole per esprimere la rabbia? Ci sono solo numeri: 490 i ragazzi registrati dal contapersone, tra i 1.400 e i 2.000 i ragazzi effettivamente presenti. Quanti i biglietti realmente venduti? Ma oggi di quale sicurezza parliamo? È chiaro che nel locale moltissime sono le incongruenze e chi di competenza si assumerà tutte le responsabilità del caso. Almeno adesso. La verità è che la sicurezza dovrebbe iniziare già da dentro casa. Si chiama confronto, dialogo, condivisione e molte altre volte scontro generazionale. E allora ci si chiude perché è più comodo, perché non si ha tempo. Tanto mio figlio è con gli amici. Moltissimi gli altri i genitori che, invece, seguono i propri figli, li accompagnano ed aspettano fuori dalla discoteca. Ma a volte tutto questo non basta. Perché poi, all’improvviso, un ragazzo impazzisce e spruzza il peperoncino negli occhi ai suoi coetanei per rubare probabilmente collanine, cellulari e soldi. Sì, perché questi oggi sono gli oggetti da ostentare e non i valori. E poi giri canale e al Grande Fratello vince Walter Nudo. Impensabile, un uomo che si è distinto esclusivamente per il suo meditare, per la sua euducazione, per i suoi sani principi e, meditate gente, meditate: per i suoi valori. Paradosso vero? Forse è di questo che abbiamo veramente bisogno, di valori. Facciamo un passo indietro però. Io, genitore, chiedo mai a mio figlio che musica ascolta chiuso nella sua cameretta? Invito mai i suoi amici a casa per cercare di capire chi frequenta? Chiedo a mio figlio cosa lo affligge? Guardo insieme a lui i video dei suoi cantanti preferiti, per sapere cosa guarda ma soprattutto cosa ne pensa e, nel caso in cui fosse, chi emula? Emulare forse questa è la parola corretta che esprime il fallimento di una coscienza critica. Se emulo, non ho un’identità forte; se non ce l’ho, non ho punti di riferimento talmente più forti da permettermi di distaccarmi da chi è più forte di me e quindi nel quale mi identifico. Un cantante che ostenta opulenza con collane e denti d’oro, che parla di soldi non è un buon esempio da seguire ma attenzione! Sfera Ebbasta parla anche di come e di quanta fatica gli sia costato arrivare al successo e di come sia difficile gestirlo. E se ho una coscienza critica forte, non sono abbastanza forte io, da distaccarmi da modelli in cui per cultura e per educazione familiare non riesco ad identificarmi? TRAP credo che siamo seriamente inTRAPpolati in un vortice di accuse. Siamo come quel pugile che si affanna a colpire a destra e a manca ma, mentre lo fa, non si accorge che dovrebbe fermarsi, voltarsi e

guardarsi indietro, perché qualcuno lo blocca dalla vita. Chi accusa il gestore del locale, chi la scelta di Sfera Ebbasta di esibirsi in un luogo non adeguato alla capienza massima. Ma vogliamo renderci conto sì o no, che i ragazzi, se stanno bene in casa, è dentro casa che costruiscono la loro coscienza critica? E che, se si cerca di entrare nelle loro stanze, hanno bisogno di raccontarci quel che vivono anche mentre non riescono a farlo? E allora io mi auguro che la vera sicurezza, da questo momento in poi, abbia inizio dentro casa.”

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